TORINO: NON VOGLIONO LA CHIESA ORTODOSSA ROMENA IN CENTRO CITTA'
I residenti non vogliono la chiesa ortodossa rumena in centro- città. Ci sono attriti con la Curia con una petizione contro le Chiese Romeno- Ortodossa di Santa Parascheva e della Santa Croce. L’intolleranza religiosa tocca anche la Regione Piemonte e coinvolge la Presidente Bresso.
Questa è la cronaca di una qualsiasi domenica mattina a Torino dalle parti di Porta Palazzo (foto) cioè di Piazza della Repubblica, pieno centro storico della città subalpina, tristemente famosa per essere il luogo principale dello spaccio di droga in tutto il Piemonte.
Questo genere di traffico illecito è completamente in mano alla delinquenza extra- comunitaria, costituita in principal luogo da magrebini e da nigeriani. La popolazione autoctona residente nel quartiere è esasperata ed ormai è diventata intollerante verso ogni persona che non parli la lingua di Dante o che non provenga dall’Europa occidentale. La paura dei torinesi del cosiddetto “ quadrilatero romano” è stata ben espressa con concetti chiari al Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso che si era recata nel quartiere con il fine di fare propaganda a favore di Walter Veltroni in vista delle prossime elezioni politiche di metà Aprile, ma che si è vista costretta a fronteggiare l’esasperazione della gente. Al Presidente della Regione i residenti di Porta Palazzo hanno chiesto di chiudere d’autorità le chiese ortodosse romene di Santa Parascheve ( Parasceve martire in italiano) e di Santa Croce che sorgono nei pressi ed appartengono all’Eparchia romena in Italia. “ Non vogliamo più vedere gruppi di romeni che ogni domenica mattina si assembrano sotto le nostre finestre, in Via Cottolengo quelli che frequentano Santa Parascheve ed in Piazza Carlina quelli che si recano in Santa Croce”, dicono i residenti, che confessano di essere terrorizzati dai cittadini provenienti da Bucarest. Il presidente Bresso, a cui più di un cittadino proprio per la presenza delle chiese romene sotto casa ha negato il proprio voto, ha assicurato i torinesi che del problema investirà il sindaco subalpino Chiamparino. Se invece ci si sposta di qualche metro e si ha la ventura di parlare con qualche cittadino del paese danubiano si viene a scoprire una realtà diversa da quella descritta dalle cronache ufficiali. “ Noi romeni viviamo il Cristianesimo con gioia e quindi ci rechiamo la domenica mattina a messa con tutta la famiglia. Ci sono anche molti bambini ed è logico che ci sia un po’ di frastuono. Ma non sono ore in cui abitualmente la gente dorme. Piuttosto c’è da dire che noi diamo fastidio perché professiamo in maniera chiara la nostra fede in Gesù Cristo e non ce ne vergogniamo. Chi se ne vergogna è invece la sinistra che regge le sorti del Comune di Torino e della Regione Piemonte e che ci vorrebbe tutti atei. Qualche mio compaesano, mentre si recava a messa, è stato con vari pretesti fermato dai Vigili Urbani, trattenuto per ore e poi rilasciato perché non aveva commesso alcunché, ma intanto non aveva potuto santificare la Domenica. Le lamentele dei “ bravi” torinesi sono assolutamente infondate”. Certo, la situazione è molto delicata: da una parte vi sono le lamentele di molti residenti autoctoni, dall’altra il diritto dei romeni di esercitare liberamente la propria fede cristiana, come è garantito dalla Costituzione italiana. Certo qualche stranezza in questa vicenda c’è: innanzitutto la promessa petizione promossa dai torinesi contro la presenza delle Chiese Ortodosse romene vede tra i primi favorevoli proprio molti magrebini dal passato incerto: la presenza discreta di Polizia e Carabinieri a Porta Palazzo la domenica mattina, come chiesto dai cittadini italiani, infastidisce infatti molti “ pusher” arabi che vorrebbero che i rumeni si trasferissero in periferia. Finora tacciono i due parroci sotto accusa, Padre Lucian Rosu e Gheorghe Vasilescu che sottolineano come loro facciano solo attività pastorale. La Curia cattolica torinese è infastidita da questa intolleranza contro i Cristiani e sottolinea come vi sia la possibilità che sia frutto solamente di una secolarizzazione della vita sociale non più attenta a certi bisogni, come l’osservanza del precetto festivo. Sinora solamente nei confronti del nascere di nuove moschee si erano manifestate contrarietà tra la popolazione italiana, mai contro altri fratelli cristiani. Che si stia veramente arrivando al panico generalizzato?
fonte: Agenfax |