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Politiche 2008: la campagna elettorale entra nel vivo e si inizia a parlare di immigrazione.

Cittadinanza (Berlusconi), ingressi semplificati (Veltroni), sussidi agli agricoltori che assumono stranieri (Casini).
La campagna elettorale entra nel vivo o almeno così si dice. Mancano meno di due settimane al 13 aprile, quando si voterà per il rinnovo del Parlamento e per alcune importanti amministrazioni locali, e finora i grandi esclusi dalla competizione elettorale sembra che siano stati proprio gli immigrati.
Vaghi accenni nei programmi dei partiti alle politiche migratorie (vedi ImmigrazioneOggi del 3 marzo), poco spazio nelle dichiarazioni e nei dibattiti dei candidati, in particolare dei candidati premier, se non per parlare dei temi legati alla sicurezza e dello sgombero degli insediamenti abusivi dei Rom. Soprattutto, poco spazio nelle liste a candidati di origine immigrata o rappresentanti di organizzazioni che operano nell’ambito dell’integrazione e dell’inclusione sociale di cittadini stranieri.
Solo negli ultimi giorni alcune dichiarazioni dei principali leaders hanno toccato questioni che riguardano l’immigrazione. Ha destato sorpresa Silvio Berlusconi che, il 29 marzo intervenendo ad una manifestazione a Parma organizzata dal movimento “I nuovi italiani” ha assicurato, qualora andasse al Governo, “ci sarà la discussione sulla concessione del voto amministrativo ai cittadini stranieri. Vedremo come fare per stabilire i criteri”. Dichiarazioni subito contestate dagli alleati della Lega Nord che, attraverso l’esponente Roberto Calderoli, ha assicurato “discussione da ritenersi già chiusa” perché il movimento che rappresenta è fermamente contrario a tale eventualità.
Sull’argomento è però intervenuto Gianfranco Fini, anch’egli esponente del PdL e leader di Alleanza Nazionale, che ha lasciato intendere che il provvedimento potrebbe passare con un voto parlamentare trasversale tra gli schieramenti. Schermaglie che, più che programmi di governo, sembrano pièce con ruoli diversi per allargare i consensi tra la fascia di indecisi.
Anche Walter Veltroni, candidato premier per il Partito Democratico, intervistato dal direttore de Il Sole 24 Ore, Ferruccio De Bortoli per la trasmissione televisiva “Primopiano”, ha messo la modifica del T.U. sull’immigrazione tra le priorità dell’azione di un suo futuro governo. “Bisogna rimettere mano alla legge Bossi-Fini - ha spiegato ancora Veltroni - e bisogna farlo in due direzioni: rendere più facile l'arrivo in Italia di persone che vogliono venire a lavorare; essere molto severi nei confronti della clandestinità che non è legata alle difficoltà delle procedure ma al fatto che si arriva clandestini per compiere atti criminali” .
Pier Ferdinando Casini, candidato premier per l’UdC, in un incontro con la Coldiretti il 28 marzo ha proposto la riduzione degli oneri contributivi per le aziende agricole che impiegano lavoratori immigrati, affermando “l'azienda agricola spesso costituisce il primo accesso del lavoratore extracomunitario al mercato del lavoro nazionale. C'è un processo costante di turn over. L'immigrato che parla male l'italiano e non ha ancora una formazione per prima cosa fa l'operaio agricolo, quando poi si alfabetizza cerca di cambiare lavoro, andare in città. Vogliamo riconoscere alle aziende agricole questa benemerita e delicata funzione di accogliere e formare i nuovi immigrati”.

fonte: Immigrazione Oggi


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