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Piazza Armerina. Questa è la storia di una ragazza che a 37 anni muore investita da un motorino, ma è anche, e soprattutto, una storia di vita. E’ la storia di Stefania Marin, la ragazza rumena, che giovedì scorsa è morta in un incidente stradale travolta da un giovane su un motorino. Stefania, che era di Bucarest e lo scorso 31 marzo aveva compiuto 27 anni d’età, ha donato sette dei suoi organi tra i quali reni, fegato, cuore ed occhi. In un tempo in cui si parla spesso di rumeni che rubano, ammazzano alimentando un senso sottile razzismo, la storia di Stefania è, invece, una storia di mondialità e solidarietà. Mondialità, perché gli organi di una rumena hanno salvato almeno cinque persone italiane. Gli organi, a differenza dell’identità, fortunatamente, non hanno nazionalità. Solidarietà perché Stefania, che da 13 anni viveva in Italia, ha sempre lavorato con chi i più sfortunati. Da almeno 3 anni lavorava nella struttura del Boccone del povero, dove accudiva con amore ed attenzione gli anziani. “Era una ragazza allegra e socievole. Si comportava bene con tutti – dice Suor Marta Mputu superiora dell’opera piazzese in cui Stefania lavorava - Tutti la ricordano con affetto e stima, sia i colleghi di lavoro, ma soprattutto gli anziani a cui Stefania non faceva mai mancare il suo sorriso. Era rispettosa di tutti – dice ancora suor Marta – ma soprattutto delle persone che avevano maggiori difficoltà”. Stefania, prima di lavorare al boccone del povero prestava la opera a favore dei disabili nella struttura dell’Aias. Era sposata con Vincenzo Mantellina, un uomo giusto, rimasto molto scosso dalla sua scomparsa. Stefania Marin, era di religione ortodossa, ma spesso “ quando poteva si recava in chiesa e partecipava alla nostre celebrazioni” dice suor Marta. E’ morta a causa di una emorragia interna. Ha cominciato a perdere sangue dall’orecchio e con l’elicottero è stata subito trasportata all’ospedale di Palermo. Ma nonostante tutto questo, il giorno dopo l’incidente, Stefania Marin è morta. Al suo funerale la cattedrale di Piazza Armerina era gremita di italiani. Erano tutti amici e conoscenti che in questi 13 anni di storia italiana hanno avuto modo di conoscere la sua semplicità e bontà. Il luogo dell’incidente è pieno di fiori, frasi scritte su fogli da amici. L’incidente è avvenuto in piazza Boris Giuliano, la villetta in cui sostano la maggior parte dei giovani piazzesi. Forse è proprio a loro che Stefania, la rumena, voleva rivolgere un messaggio di mondialità, tolleranza e solidarietà.

Fonte: Agostino Sella

 

 

 

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